Menu

(Filippo Guzzardi) Venerdì 23 gennaio 2015 è stata pubblicato nel supplemento ordinario della Gazzetta ufficiale della regione siciliana (Gurs) il decreto assessoriale alla sanità recante la nuova rimodulazione ospedaliera nell’isola. Il decreto è stato emanato da Lucia Borsellino, assessore nella giunta regionale presieduta dal gelese Rosario Crocetta.

Come per la precedente riorganizzazione promossa con decreto dell’allora assessore alla sanità, Massimo Russo, risalente al marzo del 2010, l’area gelese continua ad essere penalizzata con la declassazione (ad unità operative semplici) dell’Utin e della Medicina Trasfusionale. Come ci ricorda puntualmente attraverso un comunicato stampa il Comitato per lo sviluppo dell’area gelese (Csag), l’Utin (Unità terapia intensiva neonatale), fortemente richiesta dallo stesso comitato ed istituita a Gela dopo svariati contatti con la Commissione parlamentare di inchiesta sugli errori sanitari, non solo ad oggi non è ancora partita, ma viene declassata ad Unità operativa semplice (Uos) aggregata alla Pediatria: unico caso in Sicilia dove la Ginecologia e l’Ostetricia di II Livello non sono accompagnate da un’unità operativa complessa (Uoc) dell’Utin, ma semplice (Uos). Le conseguenze saranno una riduzione nella pianta organica di questa importantissima struttura e cioè meno medici e meno infermieri per un servizio meno efficiente, nonché donne in gravidanza destinate altresì a migrare in altri territori. La stessa medicina trasfusionale viene declassata ad Unità operativa semplice (Uos) e probabilmente verrà accorpata a Caltanissetta che mantiene l’Unità operativa complessa (Uoc). Idem ad Agrigento, Sciacca, Caltagirone, Enna, Patti, Taormina, Siracusa, Ragusa e Trapani, ma non Gela. Quindi, nonostante il grande divario che rimane all’interno di questo territorio, tra zona sud e nord, si continua a penalizzare a Gela (e relativo Distretto 2), privilegiando un’area sovradimensionata come quella di Caltanissetta (e relativo Distretto 1). Il nostro giornale aveva dato spazio in un’edizione precedente alla lettera inviata dal Csag, relativamente l’Utin, al Ministero della Salute (novembre 2014) che sta seguendo la vicenda della mancata attivazione: si rimane in attesa di risposta, anche dalla Procura della Repubblica di Gela. Intanto tra anomalie ed enigmi, il confronto tra le due aree distrettuali continua a pendere a favore dell’area nord. Oltre alla continuazione dello scandaloso divario dei posti letto, che non ha eguali in Italia, si aggiunge ora un più deciso divario di Uoc (Unità operative complesse, come sopra precisato) tra le due aree: 31 nella zona nord e 21 nella zona sud. Non si spiega, poi, come mai l’individuazione del Pronto soccorso di 3° livello sia avvenuta per Caltanissetta (36 mila prestazioni annue) e non per Gela (2° livello a fronte di 44 mila prestazioni annue) che può “vantare” ben 8 mila prestazioni annue in più. Ancora più arcano è il raffronto in chiave Pediatria, con rispettivi 20 posti letto nel distretto 1 (Caltanissetta) e soli 10 nel distretto 2 (Gela), quando invece i residenti da 0 a 14 anni nel distretto di Gela (22.762) sono 3 mila in più rispetto al distretto di Caltanissetta (18.799). Misteri della sanità siciliana. E non è finita... continua a leggere (Pag. 3).